A breve nuovi incentivi e classificazione degli edifici

Purtroppo nel nostro bel paese per vari motivi (politici, economici e burocratici) la prevenzione è una parola poco conosciuta. Ci è voluto il tragico terremoto di Amatrice (Rieti) che nella notte tra il 23 e il 24 agosto ha devastato il centro Italia per svegliare l’attività del Parlamento e accelerare l’iter riguardo l’approvazione di norme antisismiche ferme da anni, che dovrebbero garantire più prevenzione di tutto il territorio Italiano.

Il presidente della Commissione Ambiente della camera Ermete Realacci ha dichiarato tramite la sua pagine Facebook che giovedì primo settembre sono convocate congiuntamente le Commissioni Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera e Ambiente del Senato. All’ordine del giorno l’identificazione di un sistema di aiuti che, oltre alla sostituzione dei serramenti, renda convenienti gli interventi strutturali di lungo periodo per la prevenzione antisismica. Su questo argomento, e sull’adeguatezza degli strumenti legislativi finora approvati, i parlamentari si confronteranno con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti.

Secondo Realacci, “il governo ha investito risorse importanti nella manutenzione del nostro fragile territorio dove spesso abusivismo e incuria hanno amplificato gli effetti di eventi sismici e del dissesto idrogeologico. Primi passi sono stati mossi anche per favorire la messa in sicurezza in chiave antisismica delle abitazioni: l’ecobonus, la detrazione fiscale del 65% dei costi dei lavori, è stato esteso anche a questa tipologia di interventi. Adesso bisogna rafforzarlo ed estenderlo agli interi edifici, alle strutture pubbliche e alle imprese”.

Alla scadenza dei lavori, rende sicuro Realacci, le Commissioni approveranno una risoluzione che rilanci, nella prossima legge di bilancio, l’ecobonus del 65% allargato ai lavori di prevenzione antisismica.

Dovrebbero essere introdotte sei classidalla A alla F, che indicano il rischio cui è soggetto l’edificio e il modo in cui reagisce ad un avvenimento sismico. Lo strumento permetterà di misurare il miglioramento antisismico prolificato da un intervento di messa in sicurezza non solo dal punto di vista strutturale, ma anche da quello economico. Una volta approvato, il sistema di classificazione potrebbe essere congiunto agli incentivi fiscali per la messa in sicurezza.

Attualmente, i lavori preventivi di adattamento antisismico degli edifici destinati a prima casa e ad attività produttive ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2 ex Opcm 3274/2003), usufruiscono della detrazione del 65%.