Tassi dei mutui ennesimo ma .. Chi è il Mutuatario tipo?

Previsioni disattese per il mercato dei mutui, che invece di seguire un corso naturale di ripresa dei tassi e dei finanziamenti prima casa, fa un ulteriore passo indietro registrando l’ennesimo calo dei valori dei tassi di interesse.

 

Chi è il mutuatario tipo?

 

Ha un’età compresa tra i 36 e i 45 anni (44,0%), è del nord Italia (41,2%), ha un impiego a tempo indeterminato (83,6%) e un reddito tra i 1.500 e i 2.000 euro (37,8%). Ma lo stesso identikit si discosta per alcuni aspetti quando passiamo ad analizzare le erogazioni: lo scarto più evidente riguarda la classe di reddito, che vede la fascia di importo minore (1.000-1.500 euro) guadagnare ben 3,3 punti percentuali e arrivare a segnare il 30,2% sul totale dell’erogato.

 

Ad aprile il tasso fisso ha segnato l’1,91% (era il 2,36% un anno fa) e il tasso variabile lo 0,84% (contro l’1,04% dello scorso anno a maggio), mentre in questo secondo trimestre la discesa dei tassi si è portata dietro ancora una consistente percentuale di surroghe, il 47,5% contro il 46,9% dei primi tre mesi dell’anno.

 

Ben otto richieste su dieci sono state per un mutuo a tasso fisso, l’81,0% contro il 78,6% dello scorso trimestre, mentre solo il 16,8% del campione ha richiesto un tasso variabile (era il 19,0% tre mesi fa). Leggero calo invece per i mutui concessi con lo stesso tipo di tasso, che perdono lo 0,8% e fanno segnare il 79,4% del campione rilevato.

 

Importi medi richiesti ed erogati più alti

 

Altro effetto delle condizioni convenienti è la crescita dell’importo medio richiesto – 128.150 euro contro i 126.3777 euro del trimestre precedente – e concesso, 125.952 euro sui 125.104 euro precedenti. Si domandano e si erogano principalmente somme ricomprese tra i 50.000 e i 100.000 euro (36,6% per le richieste e 35,6% per le concessioni).

 

Condizioni migliori per chi finanzia una percentuale di valore dell’immobile più bassa

 

Finanziare un valore più basso dell’immobile vuol dire avere condizioni più convenienti, e questo sembrano averlo capito i mutuatari, che in questo secondo semestre dell’anno hanno richiesto soprattutto un loan-to-value tra il 60 e il 70% (18,7%).

 

Differente la situazione per le concessioni, che evidentemente smaltiscono la domanda di un periodo precedente e vedono prevalere mutui che finanziano principalmente dal 70 all’80% del valore dell’immobile (36,45%).